Come viene prodotto il miele in apicoltura?

Il miele è una sostanza dolce prodotta dalle api grazie al nettare raccolto dai fiori, che viene poi trasformato e combinato dalle api con altre sostanze, disidratato, immagazzinato e lasciato maturare nelle celle dei favi, ovvero delle strutture in cera costruite dalle api.

Allevamento delle api e raccolta del miele

Per allevare le api e produrre il miele gli apicoltori collocano una famiglia di api all’interno di un’arnia, cioè un contenitore di legno al cui interno sono posizionate delle cornici in legno chiamate telaini, che sostengono un foglio cereo che serve come stampo per la costruzione delle celle da parte delle api; una volta completato, il telaino diventa quindi il favo.

Arnia per allevamento api

Gli apicoltori collocano una famiglia di api all’interno di un’arnia, cioè un contenitore di legno al cui interno sono posizionate delle cornici in legno chiamate telaini, sui quali le api depositano il miele.

L’arnia è dotata di un ingresso che permette l’entrata e l’uscita alle api bottinatrici, ovvero le api che raccolgono il nettare e il polline (altra sostanza che le api raccolgono dai fiori per nutrire le larve), ma non a predatori e intrusi. È dotata inoltre di un coperchio che permette all’apicoltore di estrarre dall’alto i telaini per controllare lo stato di sviluppo e di salute della famiglia.

L’arnia costituisce infatti il nido in cui si sviluppa la famiglia: nei favi costruiti dalle api l’ape regina depone le uova da cui nasceranno nuove api. Con l’arrivo della primavera e delle fioriture la regina riprende ed aumenta la deposizione delle uova, e di conseguenza aumentano il numero di api della famiglia, il nettare raccolto e il miele da immagazzinare.

È necessario quindi che l’apicoltore aumenti lo spazio a disposizione della famiglia, aggiungendo nella parte superiore dell’arnia il melario: una specifica struttura in legno al cui interno vi sono altri telaini, di dimensioni ridotte rispetto a quelli del nido, in cui le api depositeranno il miele. La deposizione di solo miele nel melario è possibile grazie all’inserimento fra nido e melario di una rete “escludi regina”, le cui maglie permettono di accedere al melario alle sole api operaie, e non alla regina che ha un addome più sviluppato e voluminoso.

Dopo averlo depositato, le api continuano a lavorare il miele in modo tale da ridurne il contenuto d’umidità, e permettere quindi che si conservi per periodi di tempo prolungati: il miele infatti è una scorta di cibo per l’inverno dell’alveare. Quando le celle contenenti miele vengono opercolate, ovvero chiuse dalle api con la cera, significa che il miele è maturo.

Produzione e vendita del miele

Vasetti per vendita miele

L’apicoltore estrae il miele dai telaini e lo fa maturare attraverso apposite attrezzature di laboratorio, fino a confezionarlo ed etichettarlo per la commercializzazione.

Quando i favi del melario sono opercolati, l’apicoltore può iniziare a raccogliere il miele, che assumerà odore, sapore, colore e consistenza in base alla tipologia di nettari raccolti dalle api.

In base alla prevalenza delle botaniche da cui il nettare è stato raccolto si distinguono mieli monoflorali o uniflorali (una sola specie botanica prevalente, come ad esempio tarassaco, tiglio, castagno…) e mieli millefiori (più specie botaniche presenti, senza la prevalenza di una particolare specie).

Il melario viene quindi rimosso dall’arnia e portato in laboratorio per procedere all’estrazione del miele. Ogni favo viene disopercolato e posto nello smielatore, che funziona come una centrifuga.

Il miele estratto tramite lo smielatore viene filtrato e trasferito in un contenitore in acciaio inox chiamato maturatore, dove viene lasciato a decantare.

In questo modo l’aria inglobata dal miele durante la centrifugazione o eventuali materiali estranei (parti di api, residui di cera, ecc.) salgono in superficie e vengono poi rimossi. Il miele sarà così pronto per essere confezionato, etichettato e commercializzato.

Quali sono i rischi del miele?

Campi irrigati, residui fitofarmaci

Il miele, essendo un prodotto crudo, potrebbe contenere spore di Clostridium botulinum e quindi causare nei neonati il botulismo infantile. Un altro rischio del miele è la possibile presenza di residui di farmaci, contaminanti ambientali e fitofarmaci.

Il miele come alimento è sconsigliato per i bambini al di sotto dell’anno di vita; potrebbe infatti contenere spore prodotte dal batterio Clostridium botulinum, che non costituiscono un pericolo per le persone adulte perché sono metabolicamente inattive, ovvero non producono tossine. Tuttavia nell’intestino di un neonato, che non ha ancora sviluppato un’adeguata flora batterica intestinale, le spore potrebbero trovare l’ambiente adatto per germinare e il batterio potrebbe produrre le tossine, causando il botulismo infantile.

Un altro rischio del miele è la possibile presenza di residui di farmaci utilizzati per il controllo delle malattie delle api. Inoltre, il miele può contenere anche tracce di contaminanti ambientali, metalli pesanti e fitofarmaci, che le api raccolgono involontariamente nell’attività di bottinatura.

Un’ulteriore rischio è legato alle frodi che un prodotto alimentare pregiato come il miele può attirare. In particolare possiamo avere contraffazione del miele a causa di una errata indicazione dell’origine botanica o geografica del prodotto, o l’adulterazione dello stesso per aggiunta di zuccheri estranei provenienti da processi industriali. Al momento dell’acquisto è quindi importante leggere sempre le informazioni riportate nell’etichetta, oltre che informarsi adeguatamente sul tipo di miele che si vuole acquistare e sulla professionalità del produttore.

Riferimenti

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