In altri articoli di questo blog abbiamo visto quali sono le caratteristiche e le tipologie di miele, le informazioni per un acquisto consapevole di questo alimento, e come viene prodotto il miele in apicoltura. Tuttavia il miele non è l’unico prodotto che le api raccolgono o producono: l’alveare offre anche molto altro. Inauguriamo quindi una nuova serie di articoli dedicati alle api e all’apicoltura: vedremo insieme quali sono gli altri prodotti che si possono ottenere grazie al lavoro di questi impareggiabili laboriosi insetti. Uno fra i prodotti che l’apicoltore può raccogliere dall’arnia è il polline, il nutrimento fondamentale delle api.
La raccolta del polline

Posandosi sui fiori, le api bottinatrici si caricano di polline che viene raccolto in forma di pallottole sulla parte dorsale delle zampe posteriori. Collocando particolari trappole all’ingresso dell’arnia, l’apicoltore riesce a far staccare una parte delle pallottole di polline dagli arti delle api che rientrano nell’alveare al ritorno dalla bottinatura, e successivamente le raccoglie per destinarle al consumo.
Il polline viene raccolto dalle api bottinatrici, ovvero le api adulte che cercano e comunicano alle consimili la localizzazione delle risorse pollinifere e nettarifere, e le portano all’alveare. Visitando e posandosi sui fiori, le bottinatrici si caricano di polline che viene raccolto in forma di pallottole sulla parte dorsale delle zampe posteriori. Sulla parte esterna di questi arti è infatti presente un incavo lucido detto “cestella del polline” che è provvisto di una lunga setola, grazie alla quale vengono fissate le pallottole di polline (o di propoli) per il trasporto fino all’alveare.
Collocando particolari trappole all’ingresso dell’arnia, l’apicoltore riesce a far staccare una parte delle pallottole di polline dagli arti delle api che rientrano nell’alveare al ritorno dalla bottinatura, e successivamente le raccoglie per destinarle al consumo. Le trappole si basano sul principio di costringere l’ape ad attraversare una griglia di fori calibrati che permette il passaggio dell’insetto ma provoca il distacco di una parte del polline appeso alle zampe posteriori.
Come avviene per il miele, l’apicoltore deve tenere sotto controllo il quantitativo prelevato, in modo da non privare completamente l’alveare di tutto il raccolto di polline; altrimenti, potrebbe indebolire troppo la famiglia e correre il rischio di perderla.
Il polline come alimento

Il polline è un prodotto completamente vegetale, che le api raccolgono dai fiori e addizionano con piccolissime quantità di nettare e saliva, aggiunte così minime che non ne modificano sostanzialmente la composizione chimica. Nel polline sono contenute quasi tutte le sostanze che servono allo sviluppo e alla crescita di un organismo, caratteristiche che ne fanno un ottimo integratore alimentare e ricostituente.
Il polline è un prodotto completamente vegetale, che le api raccolgono dai fiori e addizionano con piccolissime quantità di nettare e saliva, aggiunte così minime che non ne modificano sostanzialmente la composizione chimica.
Nel polline sono contenute quasi tutte le sostanze che servono allo sviluppo e alla crescita di un organismo, caratteristiche che ne fanno un ottimo integratore alimentare e ricostituente. In media il prodotto presenta il 16% di acqua, il 20% di proteine, il 22% di amminoacidi liberi, il 37% di zuccheri e il 5% di altre sostanze. Tuttavia, non è possibile standardizzare la sua composizione, poiché ogni pianta produce polline con proprietà e composizione chimica diverse.
Tra gli aminoacidi presenti c’è un’elevatissima percentuale di aminoacidi essenziali, mentre nella componente “altre sostanze” ci sono enzimi, vitamine, sali minerali, oligoelementi ed altri principi nutritivi.
Produzione e confezionamento
Dopo aver raccolto il polline dalle trappole, l’apicoltore deve procedere con tre operazioni – essiccazione, cernita e stoccaggio – indispensabili al fine di conservarlo correttamente. Infatti, il polline appena raccolto è ancora molto umido, per cui a temperatura ambiente potrebbe alterarsi in modo irreversibile a causa di fenomeni di fermentazioni o crescita di muffe.
L’essiccazione può avvenire attraverso l’esposizione all’aria oppure con l’essiccazione forzata. Solitamente l’esposizione all’aria avviene nelle zone a clima secco, cercando di evitare però la luce diretta dei raggi solari, la cui azione ne rovinerebbe alcune componenti; questa modalità risulta però lenta e spesso non garantisce la corretta conservazione.

Dopo aver raccolto il polline dalle trappole, l’apicoltore deve procedere con tre operazioni – essiccazione, cernita e stoccaggio – indispensabili al fine di conservarlo correttamente. Generalmente il prodotto viene confezionato per la vendita in contenitori di plastica o di vetro. Il prodotto è stabile a temperatura ambiente; tuttavia dopo l’apertura è preferibile conservarlo in frigorifero.
L’essiccazione forzata invece viene svolta irradiando il polline con raggi infrarossi oppure con una corrente d’aria calda. L’ideale è che questo processo venga realizzato in tempi lunghi a temperatura relativamente bassa, piuttosto che ad alte temperature per poco tempo; questa accortezza previene la disidratazione superficiale delle pallottole, che potrebbero ancora rimanere umide all’interno, pregiudicandone la conservabilità.
Per piccoli quantitativi l’alternativa all’essiccazione può essere il congelamento: in questo modo vengono conservate inalterate le proprietà nutrizionali e organolettiche, caratteristiche che invece potrebbero venir alterate dall’essiccazione.
Dopo l’essiccazione l’apicoltore procede con la cernita al fine di pulire il polline da eventuali impurità che può contenere, come ad esempio frammenti d’api. La cernita può essere fatta con una pinzetta a mano, oppure lasciando cadere il polline esposto ad una corrente d’aria che allontana i corpuscoli più leggeri. Il polline ripulito e seccato viene conservato in recipienti a chiusura ermetica come sacchetti o altri contenitori per alimenti.
Segue il confezionamento per la vendita. Generalmente il prodotto viene confezionato in contenitori di plastica o di vetro chiusi ermeticamente, da 50 a 500 grammi. L’etichetta deve riportare la denominazione del prodotto, il peso netto, la ragione sociale del produttore, la sede di confezionamento, il lotto, le modalità di conservazione, il luogo d’origine e il termine minimo di conservazione (mese e anno).
Il prodotto è stabile a temperatura ambiente; tuttavia dopo l’apertura è preferibile conservarlo in frigorifero.
Rischi alimentari

È importante acquistare il polline, così come il miele o altri prodotti dell’alveare, scegliendo canali di vendita convenzionali e di fiducia, evitando venditori “improvvisati”. In questo modo siamo sicuri che la sicurezza dell’alimento è garantita attraverso analisi di laboratorio svolte secondo piani di autocontrollo e di controllo ufficiale da parte delle autorità competenti.
Come precedentemente accennato il polline fresco e umido lasciato a lungo a temperatura ambiente si altera, ammuffendo e andando incontro a processi fermentativi. Il prodotto che si presenta in queste condizioni di conservazione non va assolutamente consumato perché è pericoloso per la salute umana.
È inoltre un prodotto controindicato per i soggetti allergici in cui potrebbe provocare reazioni allergiche anche gravi. Va fatta attenzione all’origine poiché alcuni prodotti di provenienza extracomunitaria potrebbero essere a rischio di contaminazione da pesticidi.
L’ideale quindi è acquistare questo prodotto scegliendo canali di vendita convenzionali e di fiducia, evitando venditori “improvvisati”. In questo modo siamo sicuri che chi produce e vende l’alimento ne garantisce anche la sicurezza e la veridicità delle informazioni riportate in etichetta.
Gli apicoltori professionisti infatti sono tenuti ad implementare piani di autocontrollo, eseguire analisi sulla conformità dei propri prodotti o di eventuali materie prime che acquistano, verificare i fornitori e garantire la produzione e il commercio di prodotti d’apicoltura sicuri per il consumatore. Non da ultimo sono sottoposti anche al controllo ufficiale da parte delle autorità competenti.
Riferimenti
Aldo Metalori. Guida pratica alla produzione del polline in Italia. Montaonda, 2017







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