Sindrome emolitica uremica (SEU): cos’è e gli alimenti a cui fare attenzione

Gelato artigianale

Nelle scorse settimane si sono verificati in Puglia dei casi di Sindrome emolitica uremica (SEU), un’infezione intestinale causata da alcuni ceppi del batterio Escherichia coli. Hanno iniziato a circolare nei social media messaggi falsi e allarmistici, che invitano a non consumare il gelato artigianale. I controlli sul gelato hanno però dato esito negativo.

Nelle scorse settimane si sono verificati in Puglia dei casi di Sindrome emolitica uremica (SEU), un’infezione intestinale causata da alcuni ceppi del batterio Escherichia coli. Uno dei casi è risultato purtroppo fatale per una bambina di 15 mesi di Altamura, deceduta il 4 giugno all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.

Inizialmente si sospettava che a trasmettere l’infezione fosse stato del gelato realizzato con latte crudo contaminato; hanno quindi iniziato a circolare nei social media messaggi falsi e allarmistici, che invitano in generale a non consumare il gelato artigianale.

I controlli sul gelato hanno però dato esito negativo. Le autorità competenti, che stanno monitorando la situazione ed effettuando ulteriori accertamenti, hanno inoltre comunicato che non c’è nessuna emergenza in Puglia.

Meglio quindi fare un po’ di chiarezza su cos’è la SEU, quali sono gli alimenti a cui fare attenzione e le buone pratiche da adottare per ridurre il rischio di questa malattia.

Escherichia coli: un batterio fecale, a volte fatale

La sindrome emolitico uremica (SEU) è una complicanza grave dell’infezione intestinale causata da Escherichia coli verocitotossici (VTEC).

Gli Escherica coli sono batteri solitamente innocui, che popolano normalmente l’intestino umano e animale. Alcuni ceppi però possono anche essere patogeni e causare malattie nell’uomo.

Escherichia coli

La sindrome emolitico uremica (SEU) è una complicanza grave dell’infezione intestinale causata da Escherichia coli verocitotossici (VTEC). I sintomi che la precedono sono forti dolori addominali e diarrea, che diventa rapidamente emorragica (sangue nelle feci).

In generale la via più comune di trasmissione dell’infezione all’uomo è quella oro-fecale: i batteri passano dalle feci di individui malati al canale orale dell’individuo sano attraverso cibo o acqua contaminati.

La contaminazione può avvenire in assenza di comportamenti igienico-sanitari corretti, per contatto diretto con soggetti escretori o con ambienti contaminati da questi ultimi.

I ceppi patogeni di E. coli sono divisi in categorie, responsabili di malattie diverse fra loro per gravità e caratteristiche cliniche:

  • EPEC (Enteropatogeni)
  • EIEC (Enteroinvasivi)
  • ETEC (Enterotossigeni)
  • EAggEC (Enteroaggregativi)
  • VTEC (Verocitotossici)

I ceppi di E. Coli VTEC sono in grado di produrre una tossina molto potente chiamata verocitotossina e hanno la capacità di aderire alla mucosa intestinale. Dopo la produzione la tossina viene liberata nel lume intestinale e assorbita, entra poi nel circolo ematico e raggiunge gli organi bersaglio quali il sistema nervoso centrale e i reni

Nel caso di infezione da E.coli VTEC, oltre a forme di diarrea non specifica, potrebbero svilupparsi malattie estremamente gravi come la colite emorragica e la sindrome emolitico uremica (SEU).

La sindrome emolitico uremica (SEU): i sintomi

In genere la SEU si manifesta in anziani e bambini con età inferiore ai 5 anni. I soggetti colpiti presentano anemia emolitica, piastrinopenia e insufficienza renale acuta, che può comportare la necessità di dialisi. Ulteriori complicanze possono essere di tipo neurologico e di cronicizzazione dell’insufficienza renale.

I sintomi che la precedono sono forti dolori addominali e diarrea, che diventa rapidamente emorragica (sangue nelle feci). Se è presente febbre di rado supera i 38°C.

In fase acuta la SEU può essere fatale nel 3-5% dei casi. In Italia tra il 2010 ed il 2016 si sono registrati complessivamente 380 casi.

Come limitare il rischio di infezione da E.coli?

Latte crudo

Per limitare le infezioni da microrganismi come l’e. coli è importante lavare bene frutta e verdura, curare l’igiene delle mani e e degli ambienti in cui in cui si manipola il cibo, mangiare alimenti ben cotti e consumare latte crudo solo dopo bollitura.

Il consiglio è quello di mettere in pratica delle buone pratiche di igiene durante la preparazione degli alimenti. Questi comportamenti corretti non sono validi soltanto per la prevenzione di infezioni da E.coli, ma anche per altre malattie a trasmissione alimentare di origine biologica.

Le raccomandazioni sono:

  • lavare accuratamente frutta e verdura con acqua corrente potabile (anche i prodotti da sbucciare);
  • lavare accuratamente, utilizzando un detergente, le superfici della cucina e gli utensili (coltelli, taglieri…) venuti a contatto con alimenti crudi;
  • lavare sempre le mani con un detergente prima di mangiare, prima della manipolazione dei cibi, dopo aver manipolato alimenti crudi (carne, uova, pesce, verdure non lavate), dopo aver utilizzato la toilette, aver accudito bambini e persone affette da diarrea, dopo essere venuti in contatto con animali e soprattutto con le loro feci;
  • evitare il consumo di carne cruda o poco cotta, soprattutto hamburger o carne macinata, che vanno cotti adeguatamente;
  • se acquisti il latte crudo, sottoponilo sempre a bollitura prima di consumarlo;
  • non usare a scopo alimentare acque di pozzo o di serbatoio, o comunque acque della cui potabilità non sei sicuro.

Infine ricorda che per evitare infezioni alimentari è importante mangiare gli alimenti ben cotti: l’E. coli e gli altri microrganismi patogeni infatti non sono resistenti al calore; una cottura che arrivi a 70°C a cuore del prodotto per almeno un paio di minuti li disattiva.

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